Vedere con due occhi non e' scontato: una ricerca condotta su bambini
nati prematuri dimostra che la visione binoculare non e' programmata,
ma si acquisisce con l'esperienza dopo la nascita. Secondo la ricerca
condotta da un gruppo di ricercatori ungheresi guidata dall'Universita'
di Pecs, e pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli
Stati Uniti (Pnas), la percezione della profondita' visiva nei bambini
prematuri e' particolarmente precoce.
Sebbene in questi decenni si siano fatti grandi progressi nello
studio dell'evoluzione della corteccia cerebrale e ci siano moltissime
informazioni riguardo alla sua plasticita', la valutazione
dell'importanza dell'impatto ambientale sul cervello dei neonati e'
ancora un tema molto controverso. Nonostante le cautele del caso, i
ricercatori ungheresi si dicono certi di aver verificato, con un pizzico
di sorpresa, che la funzione binoculare nei bambini, la capacita' di
'vedere' la profondita', dipende quasi esclusivamente dagli stimoli
esterni e non dipende dallo sviluppo del cervello.
Realizzando una serie di esperimenti di percezione su neonati per
valutare la capacita' visiva che consente di unire le immagini
provenienti dai due occhi per ottenere una visione 3D, i ricercatori
hanno verificato che questa capacita' e' indipendente dallo stato di
'maturazione' della corteccia cerebrale. Lo studio ha infatti verificato
che i bambini prematuri, se opportunamente stimolati dall'ambiente,
acquisiscono la visione binoculare nello stesso tempo (dalla nascita)
dei neonati 'normali'. Un chiaro indizio, secondo i ricercatori, che
questa capacita' viene elaborata grazie agli stimoli esterni,
indipendentemente dall'organizzazione della corteccia cerebrale in quel
momento; il cervello quindi non e' programmato per quella funzione ma
viene anzi plasmato dall'ambiente esterno.
Nessun commento:
Posta un commento